Depressioni - Via Crucis terapia
Bernhard Frei, Cappuccini Merano

 
 

Osservazioni introduttive

 

Nel luglio 2003 sono caduto in una grave malattia, burn out e depressioni. Improvvisamente mi sono trovato nel reparto psichiatrico dell’Ospedale a Bressanone.

 

Allora - solo e isolato -  inaspettatamente trovai grande conforto nel meditare la Via Crucis di Gesù.  Pregando e disegnando mi occupavo sempre per circa 2 o 3 giorni con una immagine della Via Crucis, come allora si adattava alla mia condizione interiore. E quello che non avevo mai fatto prima - ho iniziato a disegnare queste immagini mentali per me stesso.

 

Come materiale pittorico avevo a mano solo una confezione con 12 matite colorate per bambini, un piccolo calendario per notizie (formato cartolina postale), la mia penna a sfera e una matita. Questo non ha portato ad una Via Crucis continua, ma alla meditazione di singole stazioni, come penso succede spesso a chi prega o medita.

 

Ringrazio i medici stupefatti, l’intero staff, i miei vicini di letto e i miei compagni di sofferenza che non mi hanno mai né molestato né glorificato.  Se ripenso oggi, la cosa più importante e cara che ricordo è l’iniziativa della mia Via Crucis di allora.

 

 
 

 I Stazione:  Gesù è condannato a morte

 

 Kreuzweg 1. Station

   Ponzio Pilato si è sporcato le mani. 
Le lava in segno d’innocenza, ma l'acqua scorre torbida. 
Vigliacco e non intervenendo sta a guardare,
mentre è in gioco la giustizia.


Gesù, che è buono e ha fatto solo il bene, è legato e accusato: 
"Via con lui, crocifiggilo".  
"Ecce homo – ecco, che uomo!"

Pilato rimane vivo, Cristo deve morire. 
Venduto e tradito, imprigionato e costretto in catene,
flagellato e coronato di spine, messo all'asta alla gogna.

"Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di noi!"



 

II Stazione: Gesù è caricato della croce

 

Kreuzweg - 2. Station

Chi ama la vita, non deve tacere davanti alla croce.
La sofferenza e la colpa ci cadono addosso
come la felicità o la disgrazia, come il maltempo.

Il Signore non scelse egli stesso la frusta e la corona di spine,
fu costretto e legato alla colonna per essere flagellato.

Non ha mai saputo il prezzo di mercato per la sua vita,
il salario di Giuda di 30 pezzi d'argento.  
Ha accettato i colpi di martello del destino,
i chiodi gli hanno strappato ossa e tendini.

Vide il gioco dei dadi sotto la croce intorno alla sua ultima camicia,
in fredda brutalità e con una risata furiosa. 
Ha sopportato l'aceto, la beffa e la lancia.

„Triste è l‘anima mia fino alla morte.
Rimanete qui e vegliate con me“  
(Mt 26,38)